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Normative per la qualità e sicurezza dell’acqua

La sicurezza dell’acqua potabile è fondamentale per la salute. In Italia ed in Europa esistono normative precise che stabiliscono obblighi per la gestione delle reti idriche negli edifici e gli impianti di distribuzione. Filtritaly ti aiuta a capire cosa prevedono e come conformarti in modo semplice ed efficace.

Perché questa normativa è importante?

L’acqua destinata al consumo umano deve essere sicura, sia da un punto di vista biologico che chimico.
Il nuovo D.Lgs. 18/2023 rafforza il controllo sulla distribuzione dell’acqua negli edifici, puntando sulla prevenzione del rischio microbiologico, in particolare della Legionella, che può rappresentare un serio pericolo per la salute.

 

​Tre definizioni fondamentali:

                 Acque destinate al consumo umano:
tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile, culinario o per la preparazione di cibi o per altri usi domestici in locali sia pubblici sia privati, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, fornite mediante cisterne o in bottiglie o contenitori, comprese le acque di sorgente; tutte le acque utilizzate in un’impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l’immissione sul mercato di prodotti o sostanze destinate al consumo umano;

                  Locali prioritari:
immobili di grandi dimensioni non civili, con numerosi utenti potenzialmente esposti ai rischi connessi all’acqua, in particolare immobili di grandi dimensioni per uso pubblico, come individuati dagli Stati membri;

 

​                 Sistema di distribuzione domestico:

le condutture, i raccordi e le apparecchiature installati fra i rubinetti normalmente utilizzati per le acque destinate al consumo umano in locali sia pubblici sia privati e la rete di distribuzione nel caso in cui per essi, secondo la pertinente legislazione nazionale, non sia responsabile il fornitore dell’acqua in quanto tale.

Sicurezza dell’acqua: cosa prevede la normativa europea

La qualità dell’acqua potabile è essenziale per la tutela della salute pubblica. Gli articoli 7 e 10 della Direttiva (UE) 2020/2184 definiscono un sistema di controllo e gestione del rischio per garantire che l’acqua resti sicura fino al punto di utilizzo.
 

Articolo 7 — Approccio basato sul rischio

L’articolo 7 introduce un metodo di prevenzione che considera l’intero percorso dell’acqua:

• Controllo dei bacini idrografici da cui avviene il prelievo
• Gestione del rischio nei sistemi di fornitura: estrazione, trattamento, stoccaggio e distribuzione
• Valutazione della distribuzione interna agli edifici fino al rubinetto o alla doccia

L’obiettivo è ridurre i rischi e prevenire contaminazioni lungo tutta la rete idrica.

Articolo 10 — Rischi negli impianti interni

L’articolo 10 si concentra sui sistemi di distribuzione domestici, ovvero la parte dell’impianto che non è più sotto la responsabilità del fornitore dell’acqua ma del gestore dell’edificio.

Prevede:

• Una valutazione dei rischi relativi a materiali, tubazioni, stagnazione dell’acqua
• Il controllo dei parametri previsti nell’Allegato I della Direttiva, quando sono presenti rischi specifici per la salute

Non si analizza ogni singolo immobile, ma si interviene in base alle caratteristiche e all’utilizzo degli edifici.

Perché queste norme sono importanti

Questi articoli hanno lo scopo di garantire che l’acqua sia idonea al consumo umano fino al punto in cui viene prelevata dagli utenti, proteggendo la popolazione da rischi microbiologici come la Legionella.

Gli obblighi si applicano a tutte le tipologie di edifici, comprese abitazioni, strutture sanitarie e socio-assistenziali, scuole, hotel, palestre, luoghi di lavoro e attività aperte al pubblico.

Risultato: maggiore sicurezza in tutti gli ambienti dove le persone vivono e lavorano.

Il ruolo di Filtritaly

Filtritaly supporta amministratori, professionisti e strutture nella conformità alla normativa tramite:

• Valutazione del rischio negli impianti idrici
• Servizi di campionamento e analisi tramite laboratori accreditati
• Installazione di dispositivi antibatterici certificati
• Assistenza costante per la gestione documentale

LA CLASSIFICAZIONE DEGLI EDIFICI 
secondo le linee guida MS – ISS

Non tutti gli edifici presentano lo stesso livello di rischio in relazione alla qualità dell’acqua.
La complessità dell’impianto idrico, la frequenza di utilizzo e il tipo di utenti influiscono direttamente sul rischio di contaminazione microbiologica.
Per questo motivo la normativa distingue gli edifici in diverse categorie, in base al livello di rischio associato.

CLASSE A 

Edifici prioritari: strutture sanitarie, sociosanitare e socioassistenziali in regime di ricovero;

CLASSE B

Edifici prioritari: strutture sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali non in regime di
ricovero, inclusi centri riabilitativi, ambulatoriali e odontoiatrici, strutture recettive alberghiere,
campeggi, palestre e centri sportivi, fitness e benessere, imbarcazioni marittime che desalinizzano
l’acqua da destinare al consumo umano e, contestualmente, trasportano passeggeri;

CLASSE C 

Edifici prioritari: ristorazione pubblica e collettiva incluse mense aziendali (pubbliche e
private) e scolastiche;

CLASSE D 

Caserme, istituti di istruzione dotati di strutture sportive, istituti
penitenziari;

CLASSE E 

Altri edifici pubblici e privati, quali condominii, abitazioni, uffici, istituti di istruzione,
stazioni, aeroporti, attività commerciali, ecc

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Edifici di Classe E – Valutazione del rischio e gestione della qualità dell’acqua

Per gli edifici di Classe E, la normativa europea raccomanda l’adozione di una specifica valutazione del rischio al fine di analizzare le condizioni di utilizzo dell’acqua e individuare eventuali pericoli che possano comprometterne la qualità.
La valutazione del rischio consente di prevenire contaminazioni microbiologiche e chimiche e di garantire la sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano.
La Direttiva (UE) 2020/2184 sottolinea la necessità di adottare misure adeguate per la gestione e il controllo della qualità dell’acqua negli edifici, in particolare attraverso un approccio preventivo basato sull’analisi dei rischi.

COSA PREVEDE LA NORMATIVA:
 

In particolare, la Direttiva (UE) 2020/2184 indica la necessità di:

  • incoraggiare i proprietari e i responsabili di edifici pubblici e privati a effettuare una valutazione del rischio del sistema di distribuzione idrica interno;

  • informare i consumatori e i responsabili degli edifici in merito alle misure volte a eliminare o ridurre il rischio di non conformità alle norme di qualità delle acque destinate al consumo umano;

  • avviare azioni correttive in caso di condizioni di consumo e di utilizzo dell’acqua che presentino un rischio per la salute;

  • promuovere corsi di formazione per idraulici e altri professionisti che operano nei settori dei sistemi di distribuzione domestici e dell’installazione di prodotti e materiali che entrano in contatto con l’acqua destinata al consumo umano;

  • per quanto concerne la Legionella, garantire che siano attuate efficaci misure di controllo e gestione del rischio, proporzionate al livello di rischio, al fine di prevenire e contrastare l’insorgere di eventuali focolai;

  • per quanto concerne il piombo, attuare, ove economicamente e tecnicamente fattibile, misure finalizzate alla sostituzione delle componenti in piombo nei sistemi di distribuzione domestici esistenti.

DESTINATARI DELLE MISURE

Lo scopo di queste indicazioni è quello di porre le basi per una corretta gestione del rischio associato alla qualità dell’acqua negli edifici.
Le disposizioni sono rivolte ad amministratori di condominio, responsabili di edifici pubblici e privati e soggetti incaricati della gestione e conduzione degli impianti idrici, con l’obiettivo di valutare, identificare e controllare i potenziali rischi di pericolo microbiologico o chimico.

OBBLIGHI PER EDIFICI AD USO ABITATIVO E AMMINISTRATIVO

Per quanto riguarda i condomini e gli edifici ad uso abitativo o amministrativo, il D.Lgs. 31/2001 stabilisce che il titolare o il responsabile della gestione dell’edificio deve assicurare la salubrità dell’acqua fornita all’utenza.

In particolare, è necessario intervenire attraverso:

  • l’esecuzione periodica di una manutenzione ordinaria dell’impianto idrico comune, al fine di evitare la formazione di calcare, incrostazioni e fenomeni corrosivi;

  • la sostituzione di eventuali raccordi o componenti obsoleti dell’impianto;

  • la pulizia e la disinfezione periodica di cisterne, boiler e di ogni altro componente dell’impianto comune in cui possa accumularsi acqua.
     

IMPORTANZA DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Nell’ambito di queste attività, l’introduzione di un sistema di valutazione del rischio rappresenta uno strumento fondamentale di supporto per l’amministratore o il responsabile dell’edificio, consentendo di pianificare interventi mirati e di migliorare la gestione complessiva dell’impianto idrico, con benefici significativi in termini di sicurezza e prevenzione.

IL SUPPORTO DI FILTRITALY

Filtritaly supporta amministratori e gestori di edifici nella valutazione del rischio e nell’adozione di soluzioni tecniche finalizzate al miglioramento della qualità dell’acqua, in conformità alle normative vigenti.

FONTE

Fonte: Direttiva (UE) 2020/2184 – Valutazione dei rischi delle reti idriche interne degli edifici – ExpoComfort, Milano, 30 giugno 2022

BONUS ACQUA POTABILE CHE COS'E' E COME FUNZIONA?


Agevolazione fiscale per ridurre il consumo di plastica e migliorare la qualità dell’acqua potabile
Ultimo aggiornamento 7 Febbrario 2023

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Filtritaly supporta privati e aziende nella scelta e installazione di sistemi di trattamento dell’acqua compatibili con il Bonus Acqua Potabile, offrendo consulenza tecnica e soluzioni mirate per il miglioramento della qualità dell’acqua e la riduzione dell’uso di plastica.

Il Bonus Acqua Potabile è un’agevolazione fiscale introdotta per incentivare l’utilizzo di sistemi che migliorano la qualità dell’acqua destinata al consumo umano e riducono l’uso di contenitori in plastica.
Il beneficio consiste in un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di specifici sistemi di trattamento dell’acqua.

 

QUALI INTERVENTI SONO AGEVOLATI

Il bonus è riconosciuto per l’installazione di sistemi finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque erogate da acquedotto, tra cui:

  • sistemi di filtraggio

  • sistemi di mineralizzazione

  • sistemi di raffreddamento

  • sistemi di addizione di anidride carbonica alimentare
     

A QUANTO AMMONTA IL BONUS

Il credito d’imposta è calcolato su un importo massimo di spesa pari a:

  • 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche;

  • 5.000 euro per ciascun immobile, per immobili adibiti ad attività commerciale o istituzionale, per esercenti attività d’impresa, arti e professioni e per enti non commerciali.
     

CHI PUÒ RICHIEDERLO

Il Bonus Acqua Potabile può essere richiesto da:

  • persone fisiche

  • esercenti attività d’impresa, arti e professioni

  • enti non commerciali
     

COME SI RICHIEDE

Le informazioni relative agli interventi effettuati devono essere trasmesse in via telematica all’ENEA, secondo tempi e modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate e pubblicate sul sito ufficiale ENEA.
 

VALIDITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato il Bonus Acqua Potabile al 2023, confermando l’agevolazione introdotta per il biennio 2021–2022.

Vuoi sapere se puoi usufruire del Bonus Acqua Potabile e quali soluzioni sono più adatte al tuo impianto?

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